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Ancora moltissime persone al mondo soffrono la fame e la malnutrizione. Abbiamo dato un’occhiata al programma UN che vuole sconfiggerla entro il 2030.

Circa 815 milioni di persone al mondo soffrono la fame. Tanto per capirci meglio, vuol dire che una persona su nove non ha accesso a quantità di cibo sufficienti, oppure che il cibo a cui ha accesso non è abbastanza nutriente. Nonostante i grandi progressi fatti negli ultimi anni, le Nazioni Unite hanno un obiettivo molto chiaro, che si chiama #zerohunger challenge, ovvero sconfiggere la fame nel mondo entro il 2030.
Parte integrante di questo progetto è l’informazione. Vediamo dunque di chiarire qualche punto importante sulla fame.

Sostenibilità

Un termine che si sente un po’ ovunque, riferita a un po’ tutti i campi produttivi, ma cosa significa realmente sostenibilità in questo contesto?
Innanzitutto, che tutti i sistemi di produzione del cibo si adeguino agli standard economici, sociali ed ecologici che riflettano la realtà e i bisogni dei paesi coinvolti, per esempio stimolando la crescita di fattorie e aree agricole a gestione familiare là dove l’economia rurale sia fortemente localizzata. Oppure attraverso il controllo sistematico degli standard di produzione, visto che molti dei problemi legati alla scarsità di risorse alimentari sono infatti connessi ai recenti cambi climatici.

Obesità, altra faccia della fame

Sembra un ossimoro, e invece è un grosso problema. Circa 2 miliardi di persone al mondo sono sovrappeso, di cui 604 milioni sono obesi.
E se il primo pensiero davanti a questi dati è quello che questo fenomeno sia un indicatore di prosperità, è forse meglio ripensarci.
Tante, tantissime persone con problemi di sovrappeso sono infatti molto povere e, a tutti gli effetti, malnutrite. Pasti e snack molto economici e di alto contenuto calorico, ma non equilibrati, portano allo sviluppo di patologie molto pericolose per la salute come diabete e malattie cardiovascolari.

Cos’è la fame nascosta

Quando si parla di fame, non si parla soltanto di mancanza di cibo, ma anche di mancanza di micronutrienti come vitamine e minerali necessari per condurre una vita piena e in salute. Si tratta della fame nascosta, quel tipo di deficit nutrizionale che accorcia la vita degli adulti, e mina lo sviluppo dei bambini.

E se è vero che è maggiormente diffusa nei paesi in via di sviluppo, tra i due miliardi di persone affette da deficit di micronutrienti c’è anche un’ampia fetta di persone che abitano in paesi sviluppati, ma che vivono sotto la soglia di povertà.

Gli interventi a larga scala previsti dalle Nazioni Unite non devono però disorientarci: anche i singoli cittadini giocano un ruolo fondamentale in questa campagna.

Come? Per esempio chiedendo porzioni più piccole, non gettando gli avanzi, comprando solo quello che serve, tenendo d’occhio il consumo di acqua e energia, aiutando le numerose banche del cibo che in ogni paese si occupano di chi non sa se e quando mangerà. Insomma, facendosi un’idea della situazione e utilizzando le proprie risorse più consapevolmente. #zerohunger

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