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A dare man forte alla campagna di igienizzazione dell’India ci pensa un film molto carino e romantico che parla di amore e di bagni.

Può essere che alle nostre latitudini il nome di Akshay Kumar non voglia dire molto, ma in India è quello che definiremmo Bollywood Royalty: non solo ha recitato in tantissimi film e vinto altrettanti riconoscimenti, ma ha anche sposato una delle scrittrici più popolari della narrativa indiana contemporanea, Twinkle Khanna, che altro non è che la figlia di Rajesh Khanna, da molti definito la prima superstar del cinema indiano.

E’ un po’ come se Brad Pitt avesse sposato la figlia famosissima di un attore altrettanto famoso. Ops. Insomma, gossip a parte, Akshay Kumar è una personalità molto importante in India, e il suo ultimo film è ancora più importante perché si occupa di un problema sociale che da sempre affligge il paese, ovvero la mancanza di bagni, e il loro mancato utilizzo da parte della popolazione.

Arte, medicina dello spirito

Toilet: A love story racconta l’amore di Keshav e Jaya: contadino lui, donna dalle idee chiare lei, la cui unione viene messa a repentaglio da un padre superstizioso e dalla mancanza di una toilette nella casa in cui andranno a vivere dopo il matrimonio. Infatti Jaya, rifiutandosi di unirsi alle altre donne del villaggio nel quotidiano pellegrinaggio igienico nei campi, dà un out-out al marito: niente bagno in casa, niente sposa.

Questa è la trama, il resto ce lo mette Bollywood: canti, balli, occhiate languide, sospiri, un bufalo sacro e un bagno mobile Sebach. Seriamente. In India da soli 4 anni, e già flirtiamo con le celebrità locali: son soddisfazioni.

Ma torniamo al  film, che in pochi mesi è diventato campione di incassi: un successo per il regista, Shree Narayan Singh, ma anche per Narendra Modi, primo ministro indiano che da anni è impegnato ad arginare il fenomeno della scarse condizioni igieniche in cui vive mezzo miliardo di persone, sia nelle aree rurali che nelle popolosissime città, con conseguenze devastanti sia per la loro salute che per il benessere sociale.

Bagni Sebach in India

Bagni Sebach in India

Il bagno è un diritto, non un privilegio

Per aiutare loro, e il resto dei 2.4 miliardi che in tutto il mondo non hanno accesso a servizi igienici adeguati,  Le Nazioni Unite si stanno impegnando con numerose iniziative perché venga globalmente riconosciuta l’importanza dei bagni nella vita degli esseri umani. L’istituzione del World Toilet Day, che dal 2001 si celebra il 19 novembre in tutto il mondo, serve proprio a questo.

Il tema dell’edizione di quest’anno è Wastewater, acqua di scarto, e porta avanti una campagna dedicata alla riduzione delle acque contaminate di almeno la metà rispetto alle terribili condizioni attuali. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario che la cacca di tutte le persone del mondo segua un percorso ben definito. Innanzitutto deve essere contenuta e protetta dal contatto umano per essere poi trasportata in modo sicuro in appositi centri di smaltimento. Lì, deve essere trattata in modo da purificare le acque e riportarle nell’ecosistema solo una volta che sono state pulite, oppure eliminata o riciclata per produrre energia, ad esempio.

Gli ostacoli al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie in India, però, non sono solo legate alla mancanza di infrastrutture, ma anche alle abitudini culturali. Tante persone preferiscono evitare i bagni pubblici perché li ritengono meno igienici di un campo, o di un parcheggio, ed è molto difficile trovare persone che vogliano lavorare per ripulire sia questi bagni all’aria aperta che quelli esistenti.

A questo proposito, e fedeli alla nostra missione di garantire l’accesso a tutti, ovunque, Sebach India ha sviluppato un progetto dedicato all’installazione di circa 500 bagni mobili in alcune delle zone più povere di New Delhi, che è stato ricevuto con entusiasmo sia dal governo che dalla popolazione locale.

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