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La leggenda dietro i giorni della merla ci porta alla scoperta dei tanti modi con cui il folclore si occupa di previsioni meteo e prevenzione catastrofi, tra bagni e volatili.

Tra i tanti modi usati nel passato per prevedere tempo, temperature, raccolti più o meno favorevoli, uno in particolare ha grande risonanza nel folclore italiano. Si tratta della meteorognostica, ovvero della pseudo-scienza di diagnosticare il meteo secondo segnali lanciati dalla natura, spesso espressa sotto forma di modi di dire, leggende e proverbi.

La merla e la fine dell’inverno

Gli ultimi giorni di gennaio sono noti in tutta Italia come “i giorni della merla”, ovvero i giorni più freddi dell’anno. Questa definizione viene da una leggenda, molto diffusa in Lombardia, che racconta di come i merli fossero in realtà bianchi finchè un giorno una merla, per tenere al caldo i suoi piccoli, fece il nido vicino a un camino, diventando irreversibilmente nera a causa della fuliggine. Esistono in realtà molte versioni di questa storia, ma una cosa è chiara da Milano a Napoli: quando canta il merlo, l’inverno è finito.

Un gatto che si fa il bagno

Il gatto fa il bagno? Attenzione alle orecchie

Il comportamento degli animali viene spesso osservato per prevedere il meteo. In particolare i volatili sembrano essere ottimi veggenti. Ad esempio, quando si nota una certa irrequietezza nei piccioni, è facile arrivi il brutto tempo. Idem se le anatre si tuffano di continuo, se le galline sono più rumorose del solito, o se le faraone cercano rifugio sui rami. Nemmeno i mammiferi se la cavano male. Pare infatti che se le mucche, così, da un momento all’altro, si mettano a leccare i muri delle stalle, stia per arrivare la neve.
Uno dei più famosi indicatori del tempo rimane comunque il gatto, in grado di prevedere il brutto tempo a seconda di come si fa il bagno: una passata dietro le orecchie garantisce quasi sempre l’arrivo della pioggia.

Previsioni da calendario

Ma le previsioni della meteorognostica non vengono solo dal mondo animale. Sono infatti tantissime le credenze che accompagnano date specifiche sul calendario. Ad esempio il 2 febbraio, la festa cristiana della Candelora , che in tutta Italia rappresenta un rito di passaggio, chiude il ciclo dell’inverno e apre la porta alla nuova stagione. Come dicono a Napoli: “Candelora, candelora stàte rìnde e viérne fora”. Ma attenzione, è fondamentale che piova. Infatti dice la credenza che se piove il giorno della Candelora l’inverno sta per finire.

La leggenda del bagno di San Giovanni

Un’altra data molto interessante è il 23 giugno. Vicinissimo al solstizio d’estate, questo giorno è dedicato a San Giovanni Battista. Proprio per il forte legame con l’acqua che definisce questo Santo è tradizione, soprattutto da Roma in giù, fare il bagno in mare a mezzanotte, ricevendo così la promessa di  buona salute per tutto il resto dell’anno.

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