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Sempre più ricerche dimostrano come il caffè faccia bene alla salute e ci allunghi la vita, rendendo le corse mattutine al bagno un inconveniente di poco conto.

Non solo ci rende persone migliori anche dopo il peggiore dei risvegli, ma fa anche bene alla salute. Bando ai luoghi comuni: uno dei punti di discussione più caldi di un recente supercongresso cardiologico che ha riunito a Torino numerosi esperti è stato proprio l’effetto salvavita del caffè. Ricercatori di diverse università europee e statunitensi hanno concluso che, al contrario di quello che generalmente si crede, 4 o 5 tazzine al giorno non solo servirebbero a proteggerci da problemi cardiovascolari, ma anche dall’insorgenza di tumori.

 

Bagno più caffè: un binomio intramontabile

Questo vuol dire che tutto quello che abbiamo creduto finora sul caffè fosse una leggenda? Non del tutto. Una certezza rimane immutata, ed è quella che ci fa correre in bagno tutte le mattine dopo la prima tazzina. I più fortunati intervengono direttamente da casa, mentre i racconti abbondano sulle avventure di poveri pendolari sorpresi da improvvise necessità e salvati in extremis dai bagni mobili nei cantieri autostradali.

In fondo, come ignorare una delle proprietà più famose del caffè, ovvero quella lassativa?

Prima di procedere a indagare sul perchè il legame tra bagno e caffè sia così forte, bisogna specificare che è un fenomeno meno diffuso di quel che si pensi. Infatti, solo il 29% dei consumatori di caffè sentono il bisogno di andare al bagno dopo averlo bevuto. Circa un terzo, per capirci. Se siete tra i fortunati che non riescono a finire una tazzina senza dover correre alla toilette, ecco alcune informazioni utili su cosa vi succede.

 

Un brusco risveglio

Quando ci svegliamo, il nostro corpo esce dal letargo notturno attivando le proprie funzioni come si farebbe con una macchina. La caffeina contenuta nel caffè ha lo stesso effetto stimolante su tutto il corpo: così come ci fa sentire più svegli a livello mentale, risveglia anche le nostre funzioni gastrointestinali, già naturalmente belle vispe dopo il riposo. Facendo contrarre l’intestino, il caffè velocizza il processo, insomma.

Un bel video prodotto nel 2015 dall’American Chemical Society  spiega in poche parole come sia dovuto ad un complesso di cose ancora un po’ oscuro a farci correre al bagno dopo il caffè. Innanzitutto, bisogna considerare il fattore acidità: il caffè contiene infatti acido clorogenico, che ha un forte effetto nella produzione di acido gastrico nello stomaco.

Se non bastasse, il caffè stimola la produzione di due ormoni chiamati gastrina, che è responsabile della peristalsi  – ovvero la naturale contrazione dell’intestino, e colecistochinina, che invece si occupa di un po’ di altre cose tra le quali farci sentire sazi, stimolare la produzione di bile e insulina, ma soprattutto di fare il vigile urbano del traffico intestinale.

Ma come la mettiamo se lo stesso effetto viene prodotto dal decaffeinato? Secondo uno studio, infatti, le proprietà lassative del caffè non sono strettamente legate alla quantità di caffeina che contiene. Preso atto che le cause meccaniche da sole non spiegano interamente il fenomeno, il mistero si infittisce.

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