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Da Milano a Roma, a luglio l’Italia si trasferisce nel suo salotto estivo per eccellenza: lo stabilimento balneare. Eccone una fotografia.

Non c’è una cosa che metta più allegria di una spiaggia italiana al mese di luglio. C’è di tutto, sempre lo stesso da tempo immemore: dal cocco bello ai marsupi, dal bagnasciuga alle cabine insabbiate, lo stabilimento balneare italiano parla a tutti con la stessa voce. Solitamente, è quella di una mamma che urla.

In onore di questo luogo magico e sospeso nel tempo, abbiamo messo insieme un piccolo album che raccoglie alcune delle sue figure più popolari!

Il bagnino

Cominciamo dall’alto, dal re della spiaggia. Non importa se giovane o vecchio, asciutto come un bronzo di Riace o in canotta rossa d’ordinanza, a lui spetta l’ultima parola su tutto quello che riguarda la vita della spiaggia. Si sveglia male? Bandiera rossa. Niente bagni fino a settembre. Di buon umore? Tutti a tuffarsi dal pattino dimenticandosi delle più elementari regole di sicurezza. E Mitch Buchannon muto.

Le nonne

Se il bagnino è re, le regine indiscusse della vita sociale dello stabilimento sono le nonne, che ogni anno si ritrovano per infinite sessioni di aggiornamento sulla vita di nipotini e affini. A seconda dell’appartenenza geografica, si concedono sessioni di: analisi geopolitica dello stato della spiaggia (Milano), nostalgie filo-monarchiche(Torino), critica della ragion pura dello spritz al baretto (Alto Adriatico), giro-lasagna a tutti i vicini di ombrellone (Versante tirrenico, isole comprese).

La mamma apprensiva

Che le mamme italiane siano apprensive non è una novità. Che in spiaggia diventino dei distributori automatici di paranoie, nemmeno. Hai mangiato 2.25 ore fa e ora vuoi fare il bagno? Morirai. Vuoi esporti al sole con protezione inferiore all’Ossido di Zinco? Morirai. Vuoi mangiare un gelato? Diabete, coliche, ma soprattutto il Dart Vader della mamma bagnante: la congestione. Se potesse, ci metterebbe tutti in maglia di lana anche a Ferragosto, ma noi le vogliamo bene così!

Il bambino petulante

Spesso portatore sano di nomi composti tipo Giangiuliano,  flora-faunistici tipo Lupo, o di omaggi calcistico-telenovelistici (“Davidbeckham, lascia stare Meredith”), il bambino petulante è spesso figlio della sopracitata mamma apprensiva. Lo conosciamo tutti: corre sugli asciugamani, ti prende in faccia col pallone, ti schizza quando si tuffa. Soprattutto urla, non chiede mai scusa, e ti manda pure a quel paese se osi dire qualcosa perchè spesso spalleggiato dal papà palestrato.

Le Belene

Non importa se siano a Gatteo Mare, a Portofino, o in una spiaggia libera sul lago di Pusiano, le Belene sono sempre al top. Borsa top, capello top, unghia corallo top. La divisa di ordinanza consta di: costume taglia Barbie e copricostume a rete effetto sirena per le 5 più fortunate, tonno per i restanti 5 milioni. Nascoste dietro occhiali da sole grandi praticamente come il parabrezza di un 747,  le Belene si ignorano tra di loro, parlano al telefono con altre Belene, e poi spariscono in una nuvola di profumo. Puff!

Gli amici

I più teneri. Hanno tutto: racchettoni, racchettini, palloni, biglie, pizza, birra, i più nostalgici anche il Canzoniere. Soprattutto, hanno un sacco di sonno dopo i bagordi della notte prima. Acerrimi nemici del Bambino Petulante, sono spesso sorpresi ad ammirare le Belene da lontano, sospirare, e tornare a organizzare le squadre del fantacalcio per la stagione a venire.

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