Iscriviti alla newsletter

Back

Ancora una volta affrontiamo i tabù per parlare con maggiore libertà di un argomento tanto importante quanto un pochino scomodo.

Coraggio, ce la possiamo fare ad arrivare alla fine di questo articolo senza ridere o sprofondare dalla vergogna. Abbiamo parlato di pipì, di cacca, di bagno, pare che ci tiriamo indietro quando il gioco si fa duro?

Puzzetta, scoreggia, vento, peto: chiamateli come vi pare, basta che li chiamate. Cioè, impariamo a parlarne senza farci abbattere dai soliti tabù (e magari annunciamoli anche, così uno ha il tempo di prepararsi mentalmente e si sposta anche un attimo).

Ecco allora senza tergiversare, qualche dato interessante su questi simpatici amici dall’intestino:

1- Siamo delle masse gassose

Ogni persona (sì, tutti: dalla Regina Elisabetta a Elisabetta Canalis) produce tra i 500 e i 1.500 millilitri di gas al giorno, che equivalgono a circa due litri di acqua gasata. Sembra tanto per non accorgersene eh? Eppure la maggior parte del gas che emettiamo è inodore. Tranne quando invece non lo è.

2- Da cosa dipende l’odore

Oltre il 99% del gas che passa è costituito solo da azoto, ossigeno, anidride carbonica che non hanno odore. Solo l’1% dei gas espulsi ha un cattivo odore. Questi includono gas maleodoranti come l’idrogeno solforato. Come al solito, per colpa di pochi si crea una cattiva fama per molti…

3- Dimmi cosa mangi e ti dirò che aria tira

Se Bud Spencer ci ha insegnato che anche gli angeli mangiano fagioli, i fagioli ci hanno insegnato che il consumo moderato può salvarci la vita sociale. La cattiva fama dei fagioli dipende dal loro alto contenuto in fibre e zuccheri, che sono due dei più grandi contribuenti allo sviluppo di gas nell’intestino. Secondo il famoso cuoco britannico Jamie Oliver, mischiarli con dell’erba santoreggia durante la cottura serve a ridurne gli effetti. E sì, abbiamo notato la rima anche noi.

4- Dimmi quando quando quando

Con la quantità di gas che produciamo, facciamo “trombetta” (Cit. Dante, e bando a chi ci dice che natura è diverso da cultura) tra le 14 e le 21 volte al giorno. Quasi un part-time, se ce ne accorgessimo. Invece, la maggioranza dei nostri peti si libera nell’aria durante il sonno. Ricordatevi quindi domani mattina di dare un abbraccio speciale a chi vi dorme coraggiosamente accanto.

5- Gas Libera Tutti!

Tra le grandi conversazioni intorno alla flatulenza, c’è quella che guarda al genere come a un grande discriminatore. Del tipo: gli uomini possono e ne ridono pure, mentre per le donne è un flagello incontrollabile, il non plus ultra dell’imbarazzo. Questo perché stereotipicamente la donna deve essere una creatura leggiadra e eterea, quando invece è perfettamente in grado di abbandonarsi a nefandezze intestinali tanto liberatorie quanto quelle maschili. Pare infatti che una donna attenda in media 1,3 anni per lasciarsi andare davanti al proprio partner, mentre l’uomo medio ci metta circa 6 mesi. Che sono ben 7 mesi in meno di corse al bagno disperate cercando di trattenere l’intrattenibile.

Send this to a friend