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Il recente furto del water in oro massiccio di Maurizio Cattelan ci ispira a scoprire alcuni degli incontri più celebri tra arte e bagno. Sebach inclusi.

Fermate le rotative. Sabato scorso hanno rubato un water da Blenheim Palace, che si trova in Oxfordshire ed è il luogo di nascita di Sir Winston Churchill. Se detta così sembra una notizia di quelle un po’ strane ma che si scordano presto, in realtà, la questione si fa molto più interessante quando si scopre che il water in questione è fatto interamente d’oro. 18 carati, nientemeno. E che non è nemmeno propriamente un water qualunque, ma una scultura creata dall’artista Maurizio Cattelan intitolata ‘America’.

La notizia ha scatenato i media di mezzo mondo, anche perché l’opera era perfettamente allacciata alle tubature dell’acqua e quindi non facilissima da rimuovere. Indipendentemente dalle grasse risate che staranno facendo i colpevoli in questo momento, noi ci siamo incuriositi e siamo andati a cercare altri esempi in cui l’arte e il poetico mondo del bagno si sono incrociati.

Ecco i 6 più cool:

Piero manzoni - Merda d'artista

1 – La “Merda d’artista” di Piero Manzoni

Non è propriamente il ritratto di un bagno, ma la “Merda d’Artista” (1961) di Piero Manzoni rimane uno dei più iconici momenti di incontro tra bisogni fisiologici e arte moderna. 90 vasetti numerati, etichettati e acquistabili in alcuni dei musei più famosi al mondo, che l’artista ha prodotto per prendersi gioco della società consumistica.

Marcel Du Champe - La fountain

2 – La “Fountain” di Marchel Duchamp

Un’altro pezzo molto famoso è la “Fountain” (1917) di Marchel Duchamp. Si tratta di un comunissimo orinatoio che l’artista comprò in un comunissimo negozio di idraulica, per poi firmarlo “R.Mutt”, uno pseudonimo con il quale candidò l’opera al Salone della Società degli Artisti Indipendenti. Inutile dire che venne respinta da lì, ma che divenne un pezzo storico per l’arte da bagno.

Pablo Picasso

3 – Pablo Picasso

Prima che i provocatori moderni ne facessero uno dei loro materiali preferiti, pare che Pablo Picasso avesse usato la cacca della figlia di tre anni per dipingere le sue opere. Secondo la nipote, Diana Widmaier Picasso, l’artista avrebbe scelto questa pittura un po’ strana a causa della sua texture e colore.

Inflation

4 – Il “Complex Pile” di Paul McCarthy

In tempi più moderni, l’artista americano Paul McCarthy ha prodotto delle gigantesche cacche gonfiabili che compongono l’installazione “Complex Pile”  esposta per la prima volta ad Hong Kong nel 2013 e sgonfiatasi quasi subito a causa di un piccolo strappo. Con qualche sospiro di sollievo.

Venere di Milo - Zhu Cheng

5 – La Venere di Milo di Zhu Cheng

Che dire infine dell’artista cinese Zhu Cheng che nel 2010 ha prodotto una fedelissima replica della Venere di Milo usando solo cacca di panda? Lui dice che l’ha fatto per onorare i panda e creare un modo alternativo per sbarazzarsi dei loro rifiuti attraverso la produzione artistica. Un’idea carina, che forse non tutti i classicisti approvano.

Whisper Harmony - Sislej Xhafa

6 – Whisper Harmony di Sislej Khafa

Non per tirare l’acqua al nostro mulino, ma anche noi Sebach, modestamente, siamo stati oggetto di attenzione da parte dell’arte contemporanea. Solo due anni fa, infatti, l’artista di origini kosovare Sislej Khafa ha addobbato alcuni bagni mobili per un’esposizione al Quirinale. Mica male come claim to fame, eh?

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