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Il vecchio Scrooge non sapeva che quella notte tre fantasmi sarebbero andati a visitare la sua coscienza, e il suo bagno. Liberamente tratto da il Canto di Natale, di Charles Dickens.

Tempo di lettura: 6 minuti

Strofa Prima

Si avvicinava il Natale e tutto il paese era in fibrillazione per la preparazione del mercatino. Tutti, tranne uno. In una casa bellissima che dava sulla piazza principale viveva un vecchio pidocchioso, antipatico, e con una sola ossessione: il suo bagno. Essendo cresciuto in condizioni modeste e avendo fatto un discreto gruzzolo, lo aveva investito praticamente tutto per crearsi il bagno più sciccoso della provincia a cui, inutile dirlo, aveva accesso solo lui. Nemmeno i pochi ospiti che ormai andavano a trovarlo vi avevano accesso. Dovevano usare un bagno mobile parcheggiato sul pianerottolo. Perfino quando suo nipote Fred aveva citofonato per invitarlo al cenone della Vigilia, si rifiutò di aprire per paura che gli chiedesse di usare il suo bagno. Scrooge, inoltre, odiava il Natale e tutto quello che aveva a che fare con l’allegria. Nel tempo, tutti avevano preso ad odiarlo, e lui si era ritrovato da solo seduto sul suo trono dorato che altro non era che il water di Cattelan, rubato da un museo qualche mese prima. 

Strofa Seconda: Il fantasma del bagno passato

Una sera, questo gioiello di uomo andò a dormire ma si svegliò nel cuore della notte. Davanti a lui stava una figura vestita di bianco, che galleggiava a mezz’aria. “Sei tu Ebenezer Scrooge?” disse la figura. “Sono io, e tu chi diavolo sei? Se mi vuoi vendere lenzuola caschi male” disse il vecchio. “Ammazza che simpatia. Sono il fantasma del bagno passato, e sono venuto a ricordarti da dove vieni.”

Tutto d’un tratto si ritrovarono in mezzo a un campo, dove si vedeva solo una piccola casetta di legno con a fianco una piccola baracca che doveva essere un bagno. Davanti alla baracca un gruppo di bambini giocava felice. “Riconosci questo posto?” chiese il fantasma. “Certo” rispose Scrooge un po’ scioccato “è la casa dove sono nato! Cosa ci facciamo qui?” “Vedi Scrooge, siamo qui per ricordarti che una volta tu per andare al bagno dovevi uscire di casa, accucciarti in quella baracca, e usare la carta di giornale. I tuoi amici erano ancora più poveri di te e venivano da tutto il vicinato per usare il vostro bagno, per quanto povero fosse. Non ti insegna niente questo ricordo?”

“In effetti”, disse Scrooge “mi insegna che ho fatto benissimo a fare il pidocchio per costruirmi un bagno migliore. Non tornerei mai in quella miseria.”

Strofa Terza: Il fantasma del bagno presente

Il fantasma alzò gli occhi al cielo per la disperazione. “Almeno allora non eri solo! Guarda quanti amici avevi” “Grazie mille” rispose Scrooge “non volevano me, ma il mio bagno.” Proprio come ora.”

“Scrooge”, disse il fantasma che a questo punto non sapeva più cosa lo trattenesse dal malmenarlo, “non è proprio quello che intendevo. Ti presento un mio amico che magari ti farà capire meglio”. E apparve un nuovo fantasma, che si presentò come il fantasma del bagno presente.

“Eccone un altro!” disse Scrooge. “Tu cosa mi fai vedere, la fila all’autogrill per farmi sentire in colpa?”

“No, vecchiaccio pidocchioso”. Ti faccio vedere come tutti ti parlano dietro perchè alla festa del paese non hai lasciato che quelli della Pro Loco usassero il tuo bagno mentre addobbavano le strade. Si trovarono proprio sotto la casa di Scrooge, dove un capannello di gente parlottava tra loro: “Spero proprio che un giorno gli prenda una colica mentre è fermo sulla A14 in colonna, poi vediamo cosa se ne fa del suo bagno” fece uno; “Speriamo gli esploda il water sotto il sedere”, fece un altro. A sentirli parlare così, Scrooge fece spallucce: “Tutta invidia”, borbottò, “solo perchè non ho voluto che mi sporcassero il marmo di Carrara con le loro scarpe da poveri!”. I due fantasmi si guardarono disperati, poi uno fece all’altro: ”Anto’, mi sa che qui dobbiamo usare le maniere forti”.

L’altro annuì, e si misero a gridare con la voce da fantasmi “Luigiiiiii…Luigiiiii”.

Strofa Quarta: Il fantasma del bagno futuro

Dal fondo della piazza si vide arrivare un terzo fantasma. “Ué, cos’è sto casino?! Guardate che vi sento anche se non fate la parodia di Casper! E questo chi è?” disse, squadrando Scrooge. Poi lo riconobbe: “Ah ma sei tu, il pidocchioso col bagno da Luigi XIV! Vieni, vieni con me un momentino che ti faccio vedere una bella cartolina dal futuro”.

In un momento, si trovarono sotto un ponte. Nell’angolo giaceva un pover’uomo coperto solo da un cartone, completamente da solo. “Guarda qui, fenomeno. Chi pensi che sia questo? Esatto, sei tu tra qualche anno se non ti dai una regolata. Perderai tutto quello che hai per colpa di un crack finanziario improvviso, ti sequestreranno il water d’oro per primo così impari cos’è la ricettazione. Anche quel pantula di tuo nipote di girerà le spalle, e tu ti troverai a vivere in mezzo alla strada e a fare un buco in terra. Altro che bagno di Versailles. Te capì?! (Il fantasma del bagno futuro era di Milano-Milano, se non si fosse capito).

A questo punto, Scrooge terrorizzato si mise a piangere : “Va bene, va bene, sarò più buono! Farò installare dei bagni mobili  in tutte le aree verdi e a tutte le sagre del paese. Vi prego, non sotto il ponte però!”.

E fu così che da quel momento Scrooge divenne un uomo migliore, si iscrisse alla Pro Loco, aiutò nell’organizzazione del mercatino di Natale, e visse felice, pidocchio, e un po’ più cosciente dei suoi privilegi.

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